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Lingua e Cultura

 

Lingua e Cultura

La cooperazione culturale tra Italia e Israele è regolata dall’Accordo di Cooperazione Culturale del 1971, in vigore dal 1972.


Le relazioni culturali sono intense. Nel contesto di un'azione integrata che attribuisce particolare attenzione al Mediterraneo, Israele è destinazione privilegiata non soltanto per il suo ruolo regionale, ma anche per la risposta che il pubblico offre. Sul piano della diffusione dei prodotti delle nostre industrie culturali appaiono particolarmente positivi i risultati nel campo dell’editoria, del cinema e della musica, sostenuti attraverso specifiche iniziative culturali promosse dagli IIC.


Il cinema italiano si conferma essere molto apprezzato in Israele, a cominciare dalla numerosa presenza italiana registrata ogni anno nel corso delle più importanti manifestazioni di settore: il Festival Internazionale di Haifa e il Jerusalem Film Festival. Annualmente viene inoltre organizzato il Cinema Italia-Festival del Cinema Italiano. All’interno di questa rassegna, ma non solo, vengono organizzate proiezioni di pellicole italiane d’autore da parte delle principali cineteche, come quelle di Tel Aviv, Gerusalemme e Herzlyiah.
A livello di co-produzioni Italia- Israele, nel 2018 è entrato in vigore l’Accordo di coproduzione cinematografica firmato nel 2013.

L’ammirazione per lo stile e il gusto italiani in Israele contribuisce al successo delle iniziative dell’Ambasciata nel settore del design e dell’arte. Mostre e conferenze si svolgono in particolare a ridosso di appuntamenti annuali come l’Italian Design Day e la Giornata del Contemporaneo, iniziative che negli anni passati hanno riscosso un notevole interesse di pubblico.

Anche la letteratura italiana è molto apprezzata in Israele, grazie alle numerose traduzioni di opere italiane – sia passate che contemporanee – in lingua ebraica, rese possibili anche grazie ai contributi ministeriali che il MAECI mette ogni anno a disposizione.

Infine, sempre sul fronte culturale, in Israele sono attive tre missioni archeologiche in cui sono coinvolti ricercatori italiani delle università La Sapienza di Roma, della Seconda Università di Napoli e dell’Università di Firenze, che beneficiano di contributi ministeriali.


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