{"id":2069,"date":"2014-05-07T07:50:43","date_gmt":"2014-05-07T04:50:43","guid":{"rendered":"https:\/\/ambtelaviv.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2014\/05\/news20140424\/"},"modified":"2014-05-07T07:50:43","modified_gmt":"2014-05-07T04:50:43","slug":"news20140424","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambtelaviv.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2014\/05\/news20140424\/","title":{"rendered":"30-10-2016- Prolusione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">Gerusalemme 30\/10\/2016<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><strong>Prolusione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell\u2019inaugurazione dell\u2019Anno Accademico 2016\/2017 dell\u2019Universit\u00e0 ebraica di Gerusalemme &#8211; \u201cIsraele e Italia: memoria, responsabilit\u00e0 e solidariet\u00e0 al tempo della globalizzazione.<\/strong><span style=\"font-family: Arial; color: #17365d; mso-fareast-language: EN-US;\"><span style=\"font-size: medium;\"><br \/><\/span><\/span><\/p>\n<p>\u00a0Vi ringrazio molto per le parole di solidariet\u00e0 rivolte nei confronti dell&#8217;Italia, con riferimento al terremoto che in questi giorni ha colpito molti Comuni dell&#8217;Italia centrale in diverse Regioni, aggiungendosi a quello che aveva colpito altri Comuni alla fine del mese di agosto.<\/p>\n<p>Sono giorni tristi per l&#8217;Italia. Sono stati danneggiati fortemente &#8211; in agosto anche con numerose vittime &#8211; Comuni con molta storia, con grande fascino architettonico, ricchi di monumenti e di vita quotidiana. Nei prossimi mesi e nei prossimi anni l&#8217;Italia \u00e8 e sar\u00e0 impegnata a ricostruirli cos\u00ec come erano.<\/p>\n<p>Ringrazio molto il Presidente dell&#8217;Universit\u00e0 per l&#8217;invito rivoltomi ad essere qui oggi con voi, con illustri professori di questa Universit\u00e0, con gli studenti, cui mi rivolgo particolarmente. \u00c8 un&#8217;emozione particolare essere oggi qui con voi a Gerusalemme, in questa straordinaria citt\u00e0.<\/p>\n<p>Desidero per questo ringraziare calorosamente il Presidente e le Autorit\u00e0 dell&#8217;Ateneo, per l&#8217;invito alla inaugurazione dell&#8217;anno accademico di un&#8217;Universit\u00e0 che costituisce un centro propulsore del sapere scientifico ed umanistico il cui prestigio trascende i confini di questo Paese.<\/p>\n<p>Qui hanno coltivato il loro talento grandi studiosi, accademici e diversi premi Nobel. A tutti loro l&#8217;umanit\u00e0 deve il raggiungimento di traguardi del sapere che hanno favorito la crescita, in ogni campo, delle nostre societ\u00e0.<\/p>\n<p>Quasi cento anni fa si posava qui la prima pietra dell&#8217;Universit\u00e0 Ebraica, con nomi illustri fra i suoi fondatori: Freud, Buber, Bialik.<\/p>\n<p>A testimonianza dell&#8217;ammirazione nutrita, lo stesso Albert Einstein decise di donare a questa accademia il suo archivio personale oltre che i diritti di sfruttamento della propria immagine.<\/p>\n<p>Sono molto grato al Professor Ben-Sasson per avermi offerto la possibilit\u00e0 di ammirare alcuni appunti dello scienziato &#8211; soprattutto un uomo straordinario &#8211; che ci ha condotto a scoperte e conoscenze senza precedenti, tracciando sentieri del pensiero che ancora oggi percorriamo e che ci hanno introdotti in un mondo nel quale tecnologie sino a pochi anni addietro futuristiche sono, ormai, alla portata di tutti.<\/p>\n<p>Le conoscenze che la ricerca scientifica ci ha donato ci permettono di dialogare connettendoci da una parte all&#8217;altra del pianeta senza difficolt\u00e0; hanno ridotto drasticamente i tassi di mortalit\u00e0 e hanno accresciuto le aspettative di vita.<\/p>\n<p>Al raggiungimento di traguardi scientifici e tecnologici straordinari non sempre ha corrisposto nella storia, in eguale misura, un avanzamento della nostra sensibilit\u00e0 umana e civile.<\/p>\n<p>E&#8217; come se, in concomitanza con l&#8217;aumentare degli strumenti a nostra disposizione, fosse in qualche modo avvenuto, talvolta, un progressivo obl\u00eco di alcuni elementi sapienziali che, tra l&#8217;altro, avevano contribuito, nei secoli, allo sviluppo positivo della convivenza.<\/p>\n<p>Accadde qualcosa di simile qualche secolo addietro, nella Roma al tramonto dell&#8217;Impero, con una regressione impressionante. Emblematico fu un fenomeno che consente di riflettere su quanto quella societ\u00e0 &#8211; organizzata, complessa, articolata, piuttosto libera, quindi somigliante a molte di quelle di oggi in tante manifestazioni &#8211; fosse progredita ma avesse, via via, dissipato il sapere che aveva accumulato e su cui si era fondata la sua affermazione e il suo sviluppo.<\/p>\n<p>I saccheggi, devastanti, cui Roma fu sottoposta, avevano risparmiato le terme, con il loro significato di luoghi di incontro, e i suoi cittadini continuarono a frequentarle. Si trattava di edifici che avevano richiesto, per la loro edificazione e per il loro funzionamento, una sofisticata tecnologia ingegneristica.<\/p>\n<p>Negli anni successivi alla fine dell&#8217;Impero, quando le condotte di alimentazione delle terme si deteriorarono, e tutto il sistema delle acque giunse al collasso, i romani scoprirono di non disporre pi\u00f9 di competenze in grado di rimetterle in funzione. E un elemento tra i migliori della civilt\u00e0 dell&#8217;epoca venne meno.<\/p>\n<p>La conoscenza alla base del progresso tecnologico si era persa e, con essa, un aspetto non secondario della convivenza.<\/p>\n<p>Era stato commesso l&#8217;errore fatale di considerarla una condizione acquisita per sempre.<\/p>\n<p>Sta, forse, accadendo qualcosa di simile anche oggi?<\/p>\n<p>Stiamo dando per acquisite, condizioni, conoscenze, idee, traguardi per i quali la ricerca si \u00e8 impegnata e per i quali generazioni si sono battute senza che ci rendiamo conto che esse, invece, sono perennemente a rischio?<\/p>\n<p>Vi sono idee, conoscenze e capacit\u00e0 proprie dell&#8217;essere umano che in noi stanno perdendo forza?<\/p>\n<p>Il risultato della dissipazione della memoria comporta, per le nuove generazioni, il rischio di ripetere errori talora commessi in passato da quelle precedenti.<\/p>\n<p>Si ha lasensazione che queste domande siano al cuore dei grandi problemi che le nostre societ\u00e0 sono chiamate a risolvere.<\/p>\n<p>Il mondo \u00e8 stato reso piccolo dalla globalizzazione &#8211; il suo modo di essere \u00e8 necessariamente pi\u00f9 &#8220;in comune&#8221; &#8211; e questo ha reso le disuguaglianze pi\u00f9 evidenti, marcate e, a lungo andare, insostenibili, oltre che moralmente inaccettabili.<\/p>\n<p>Il divario nelle conoscenze tecnico-scientifiche si \u00e8 trasformato in una barriera difficilmente sormontabile.<\/p>\n<p>E&#8217; diventato assai facile e forse persino luogo comune pensare che tutti possano oggi accedere a livelli di sapere simili. Ma la realt\u00e0 di tutti i giorni ci insegna che non \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p>Basti ricordare che, oggi, oltre un miliardo e duecento milioni di persone non hanno accesso all&#8217;energia elettrica.<\/p>\n<p>Lo straordinario progresso tecnologico di questi ultimi cinquanta anni &#8211; di cui tutti, auspicabilmente, dovrebbero usufruire &#8211; si \u00e8 trasformato, sovente, in un ulteriore fattore di divisione, in una nuova faglia che attraversa le nostre societ\u00e0, che separa, suo malgrado, coloro che hanno potuto beneficiare del progresso da quanti sono comunque lasciati indietro.<\/p>\n<p>Si tratta di coloro che, sempre pi\u00f9 comunemente, vengono definiti gli &#8220;sconfitti&#8221; della globalizzazione, ai margini delle societ\u00e0 sviluppate e all&#8217;interno dei Paesi ancora in via di sviluppo.<\/p>\n<p>E&#8217; una realt\u00e0 con ampie ripercussioni, e non soltanto nelle societ\u00e0 occidentali.<\/p>\n<p>Il nodo delle migrazioni, che ha portato ad un dibattito assai vivace &#8211; e tutt&#8217;altro che concluso &#8211; nell&#8217;Unione Europea, spingendo le opinioni pubbliche di alcuni Stati membri su inedite posizioni di chiusura, \u00e8 indicativo su questo piano.<\/p>\n<p>Siamo chiamati, e lo saremo sempre di pi\u00f9 negli anni a venire, a mettere insieme tutte le nostre forze per rispondere alle esigenze di una parte crescente della popolazione mondiale che deve essere posta in condizione di condividere &#8211; in un lasso di tempo congruo &#8211; il livello di conoscenza e benessere che le nostre societ\u00e0 hanno ormai acquisito.<\/p>\n<p>E&#8217; questo il significato profondo della solidariet\u00e0 che societ\u00e0 sviluppate, come le nostre, hanno il dovere di esercitare.<\/p>\n<p>Le tecnologie e la scienza non bastano, da sole, a farci superare l&#8217;irrazionale paura dell&#8217;altro.<\/p>\n<p>Occorre una adeguata visione dell&#8217;uomo e del suo stato.<\/p>\n<p>L&#8217;idea di reagire soltanto &#8220;chiudendosi&#8221; dentro un proprio spazio pu\u00f2 forse rassicurarci nel breve periodo, ma non pu\u00f2 costituire una strategia a lungo termine. I fenomeni vanno compresi e governati, non affrontati soltanto con misure passive.<\/p>\n<p>Siamo oggi chiamati ad affrontare questa situazione con rinnovato spirito solidale, e a rispondere attraverso quello che si configura come un immenso &#8211; ma indifferibile &#8211; impegno anche educativo.<\/p>\n<p>A differenza di quanto avviene nel campo delle scienze, dove i progressi di oggi si sommano a quelli gi\u00e0 acquisiti, nell&#8217;ambito della formazione le possibilit\u00e0 di &#8220;accumulazione&#8221;, per cos\u00ec dire, sono ben pi\u00f9 limitate.<\/p>\n<p>Ogni persona \u00e8 sempre nuova, cos\u00ec come ciascuna generazione \u00e8 sempre nuova.<\/p>\n<p>Una generazione pu\u00f2 mettere la successiva nelle condizioni di poter ereditare i propri beni e le proprie conoscenze, ma non potr\u00e0 far conoscere i propri valori se non attraverso un impegno costante, capillare, diffuso.<\/p>\n<p>I valori si trasmettono, naturalmente, soltanto se si continua a viverli, con spirito di dialogo, di responsabilit\u00e0 e di tensione solidale.<\/p>\n<p>Se noi, quindi, crediamo fermamente in quegli stessi valori faticosamente posti alla base delle nostre societ\u00e0 &#8211; contrassegnate da diritti, garanzie, libert\u00e0 e doveri, dal rifiuto del bellicismo, del terrorismo e di ogni altra sopraffazione -, se vogliamo che quei valori continuino a costituire l&#8217;elemento cardine per far s\u00ec che democrazia e dialogo prevalgano, che il rispetto della legge e la pace prendano il sopravvento, dobbiamo allora seriamente impegnarci per la loro salvaguardia dove esistono, e per la loro diffusione dove sono assenti.<\/p>\n<p>Grava su di noi quindi una grande responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Una responsabilit\u00e0 che per societ\u00e0 antiche &#8211; che, come le nostre, affondano le proprie radici in una storia millenaria &#8211; \u00e8, forse, anche maggiore.<\/p>\n<p>Le idee, gli stili di vita, i modelli normativi, gli orientamenti e le spinte ideali delle nazioni nelle quali viviamo costituiscono un importante catalizzatore che ci pu\u00f2 &#8211; e ci deve &#8211; aiutare a trasmettere alle nuove generazioni cos\u00ec come a condividere con coloro che vengono in contatto con noi, le fondamenta delle societ\u00e0 democratiche perch\u00e9 le nuove generazioni possano, appunto, renderle sempre migliori e modellarle con nuovi e crescenti traguardi positivi.<\/p>\n<p>A fronte di queste aspirazioni dobbiamo pensare con responsabilit\u00e0 al tumultuoso fenomeno delle migrazioni, e ai nostri vicini del Mediterraneo e dell&#8217;Est, prossimi a noi.<\/p>\n<p>Dobbiamo pensare con allarme ai drammi dei conflitti che stanno insanguinando tutta la regione medio-orientale, con sofferenze indicibili per la popolazione civile.<\/p>\n<p>Nel panorama che ho cercato di tracciare, Israele, con la sua democrazia, ci richiama alla cultura e alla responsabilit\u00e0 della memoria, congiunta a una tensione continua verso la modernit\u00e0 e il progresso. Una memoria che ci parla anzitutto di lotta per l&#8217;affermazione della dignit\u00e0 di ogni persona, quale che sia il Paese e la latitudine in cui si trovi a vivere, quale che sia il suo status.<\/p>\n<p>La memoria della Shoah, un valore fondante della societ\u00e0 israeliana sospinge in questa direzione. La Shoah \u00e8 divenuta, anche nel nostro Paese, un tratto costitutivo.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia repubblicana, nata sulle spoglie di un regime che aveva condotto il Paese e i suoi cittadini nel baratro della guerra. Un regime che aveva ripudiato in modo odioso una componente del suo stesso popolo, quella di origine ebraica, che aveva contribuito &#8211; da sempre &#8211; alla vita civile del Paese a partire dalla pagina fondante del Risorgimento.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia vanta oggi fondamenta solide, si \u00e8 riconciliata con la storia autentica del suo popolo e ha fatto proprio il valore delle parole &#8220;mai pi\u00f9&#8221;, che costituiscono un monito sempre presente.<\/p>\n<p>E&#8217; questo il senso profondo dell&#8217;omaggio silenzioso che, ogni anno, viene reso ai caduti delle Fosse Ardeatine, simbolo doloroso dell&#8217;odio e della sopraffazione.<\/p>\n<p>Si tratta del senso di responsabilit\u00e0 di chi intende coltivare la memoria per sviluppare anticorpi contro il ripetersi di uno sconvolgimento cos\u00ec radicale dei valori di convivenza civile, tale da rendere talvolta, ieri come oggi, uno Stato capace di rivoltarsi contro propri cittadini, contro esseri umani inermi.<\/p>\n<p>Il culto della memoria, naturalmente, non deve essere diretto ad alimentare i contrasti, rendendoli eterni.<\/p>\n<p>Al contrario, deve costituire esercizio per il loro superamento in nome della causa dell&#8217;umanit\u00e0 e deve rappresentare un elemento sul quale incardinare un impegno e una responsabilit\u00e0 nei confronti delle generazioni future e dei tanti che bussano alle nostre porte.<\/p>\n<p>La convivenza di diverse anime all&#8217;interno di una societ\u00e0, la multiculturalit\u00e0, \u00e8 un dato di fatto acquisito del nostro mondo, ma le difficolt\u00e0 poste dalle barriere linguistiche, e pi\u00f9 ancora delle differenze di credo e tradizione, continuano ad essere rilevanti e insidiose.<\/p>\n<p>La sapienza di societ\u00e0 antiche, come quelle cui apparteniamo, comprende, tuttavia, anche la capacit\u00e0 di cimentarsi con sfide apparentemente impossibili.<\/p>\n<p>Forse anche la nostra epoca \u00e8 ben descritta dalla descrizione dell'&#8221;Angelus Novus&#8221; di Paul Klee, resa immortale dalle parole di Walter Benjamin.<\/p>\n<p>Un angelo della storia con lo sguardo rivolto al passato e le spalle al futuro, mentre la tempesta dell&#8217;avanzare del mondo sconvolge le sue ali.<\/p>\n<p>Il futuro appare paradossalmente alle spalle, sconosciuto e irto di pericoli.<\/p>\n<p>Il passato si coglie in uno sguardo. E&#8217; davanti ai nostri occhi, lo vediamo, lo meditiamo e, a volte, vi troviamo anche conforto.<\/p>\n<p>Non possiamo per\u00f2 indulgere in questa illusoria serenit\u00e0.<\/p>\n<p>Il vento della storia spira impetuoso e non sappiamo quanto forte sar\u00e0 e non sappiamo quanto tempo ci sar\u00e0 dato per metterci in condizione di governarlo.<\/p>\n<p>La nostra responsabilit\u00e0 primaria \u00e8 comprendere che in quel futuro ignoto vi sono anche opportunit\u00e0, possibilit\u00e0 che dobbiamo cogliere per rendere pi\u00f9 sicuro, progredito e concorde il mondo nel quale viviamo.<\/p>\n<p>La sfida, tuttavia, non si limita alla capacit\u00e0 di cogliere tali opportunit\u00e0, ma, soprattutto, nel sapere condividere la loro trasformazione in risultati.<\/p>\n<p>Cari studenti,<\/p>\n<p>apertura al futuro, impegno e responsabilit\u00e0 sono valori profondamente radicati nelle nostre societ\u00e0.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 per questi motivi che i rapporti tra i nostri due Paesi vivono, ad ogni generazione, una nuova stagione di reciproco interesse, amicizia e curiosit\u00e0.<\/p>\n<p>La curiosit\u00e0, nelle parole di Einstein, \u00e8 &#8220;una piantina delicata che, a parte gli studi, ha bisogno soprattutto di libert\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>Quella libert\u00e0 che caratterizza le nostre societ\u00e0 e che dobbiamo saper condividere con gli altri popoli.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 la libert\u00e0 \u00e8 indivisibile. La si pu\u00f2 godere appieno soltanto insieme a tutti gli altri.<\/p>\n<p>E&#8217; la base sulla quale si fonda un rapporto bilaterale solido, profondo, multidimensionale, che vede nella cultura, nella ricerca e nella cooperazione scientifica i suoi punti di eccellenza.<\/p>\n<p>La traduzione in italiano del Talmud curata, d&#8217;intesa con l&#8217;Unione delle Comunit\u00e0 Ebraiche Italiane, dalla Presidenza del Consiglio, dal Ministero dell&#8217;Istruzione e della Ricerca Scientifica e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, cos\u00ec come il Museo nazionale dell&#8217;Ebraismo e della Shoah, rappresentano una ulteriore dimostrazione dello spessore e dell&#8217;intensit\u00e0 del tessuto culturale che lega i nostri Paesi.<\/p>\n<p>Per questa ragione, sono particolarmente lieto di essere a Gerusalemme in coincidenza con la celebrazione del centenario della nascita di due tra i maggiori scrittori di lingua italiana del &#8216;900, Giorgio Bassani e Natalia Ginzburg.<\/p>\n<p>E&#8217; significativo ricordare come due personalit\u00e0 che cos\u00ec tanto hanno contribuito a determinare i tratti distintivi della letteratura italiana contemporanea siano cos\u00ec profondamente rivelatori della cultura ebraica, nel ritmo del tempo e nella struggente intimit\u00e0 che hanno saputo raccontare.<\/p>\n<p>Memorie, le loro, che non sono puro rimpianto n\u00e9 mere nostalgie. Una memoria che si fa forza attiva nello smuovere le coscienze, nel sollecitare, nell&#8217;educare, nel formare una coscienza civile, nel produrre cultura.<\/p>\n<p>Sono esempi dei quali tutti noi, israeliani ed italiani, possiamo andare fieri.<\/p>\n<p>Shalom!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Gerusalemme 30\/10\/2016 \u00a0 Prolusione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell\u2019inaugurazione dell\u2019Anno Accademico 2016\/2017 dell\u2019Universit\u00e0 ebraica di Gerusalemme &#8211; \u201cIsraele e Italia: memoria, responsabilit\u00e0 e solidariet\u00e0 al tempo della globalizzazione. \u00a0Vi ringrazio molto per le parole di solidariet\u00e0 rivolte nei confronti dell&#8217;Italia, con riferimento al terremoto che in questi giorni ha colpito molti [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"tags":[],"class_list":["post-2069","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ambtelaviv.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2069","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ambtelaviv.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ambtelaviv.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambtelaviv.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambtelaviv.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2069"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ambtelaviv.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2069\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ambtelaviv.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2069"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ambtelaviv.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2069"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}