{"id":2131,"date":"2012-05-30T10:27:17","date_gmt":"2012-05-30T07:27:17","guid":{"rendered":"https:\/\/ambtelaviv.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2012\/05\/news20120529\/"},"modified":"2012-05-30T10:27:17","modified_gmt":"2012-05-30T07:27:17","slug":"news20120529","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambtelaviv.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2012\/05\/news20120529\/","title":{"rendered":"Intervento dell\u2019Ambasciatore d\u2019Italia in Israele, Gianluigi Benedetti in occasione della Cerimonia in onore del Giorno della Memoria Gerusalemme, Yad Vashem, 26 Gennaio 2018"},"content":{"rendered":"<p>Come si coltiva la memoria? Con tenacia e consapevolezza, ma soprattutto con l\u2019impegno a non trasformare il ricordo in un rituale vuoto che si estingue in una cerimonia ricorrente e ripetitiva. La memoria ha senso solo se serve a qualcosa. E serve a qualcosa soltanto se \u00e8 condivisa nel profondo.<\/p>\n<p>La memoria della Shoah non deve diventare un atto di omaggio alle vittime, ai milioni di vittime. Ha invece da essere la consapevolezza che questa terribile storia \u00e8 accaduta nella nostra comune Europa e che quel vissuto di male in terra quale non s\u2019era mai visto prima di allora appartiene a tutti noi. Come ha tenuto a sottolineare ieri il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della celebrazione del \u201cGiorno della Memoria\u201d al Quirinale, il cammino dell\u2019umanita\u2019 e\u2019 purtroppo costellato da stragi, uccisioni, genocidi; tutte le vittime meritano uguale rispetto. Ma la Shoah per la sua micidiale combinazione di delirio razzista, volonta\u2019 di sterminio, pianificazione burocratica, efficienza criminale, resta unica nella storia.<\/p>\n<p>Solo appropriandoci, in quanto europei e italiani, della storia della Shoah, solo insistendo nel considerarla parte del nostro passato, solo cos\u00ec la memoria ha senso. Perch\u00e9 essa non appartiene tanto alle vittime, che la rinnegano perch\u00e9 avrebbero avuto diritto a una storia diversa, di vita e non di morte, quanto a chi la ha costruita, perpetrata, vista, condivisa.<\/p>\n<p>Questo deve essere il Giorno della Memoria, in Italia e in Europa: un momento di condivisione di quella storia, un momento di profonda consapevolezza che questa storia ci appartiene.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che mai in questo 2018 che segna per l\u2019Italia un anniversario tanto tragico quanto importante: perch\u00e9 ottant\u2019anni fa iniziava ora la lunga stagione delle Leggi Razziali, un tempo segnato da diverse fasi in cui intorno alla millenaria comunit\u00e0 ebraica del nostro Paese, ormai integrata alla perfezione nel tessuto sociale, civile, culturale ed economico, si strinse a poco a poco la morsa della segregazione, del disprezzo, dell\u2019odio. E poi della persecuzione, della caccia all\u2019ebreo, strada per strada, casa per casa.<\/p>\n<p>In questo lungo cammino dell\u2019ingiustizia e dell\u2019orrore, fatto di tanti passi diversi che prendono le mosse da molto lontano \u2013 pensiamo a quel lontano 1931 in cui ai docenti universitari del Regno fu imposto un giuramento di fedelt\u00e0 al regime fascista, e quanti pochi dissero \u201cno\u201d, venendo espulsi \u2013 il momento pi\u00f9 terribile \u00e8 quel 1 ottobre del 1938 in cui le porte delle scuole di ogni ordine e grado si chiusero in faccia agli studenti ebrei.<\/p>\n<p>Fu l\u2019infamia peggiore di tutte, questa, nel progetto di \u201cpurificazione\u201d del nostro Paese che prevedeva l\u2019isolamento totale della \u201cmacchia\u201d ebraica. Fu, soprattutto, l\u2019anticamera della persecuzione e dei campi di sterminio. Perch\u00e9 i nazisti che dal settembre del 1943 divennero gli occupanti ebbero gioco assai facile quando si tratt\u00f2 di rintracciare, arrestare e deportare gli ebrei italiani.<\/p>\n<p>In questa storia terribile i bambini non sono soltanto il simbolo della vittima innocente; sono lo spettro di una prevaricazione e una violenza assurde, di un mondo che aveva perso i propri fondamenti di civilt\u00e0 e si dava a emarginare, perseguitare, sterminare i bambini.<\/p>\n<p>Per questo proprio in quest\u2019anno in cui cadono gli ottant\u2019anni dalle Leggi Razziali \u00e8 pi\u00f9 che mai giusto ricordare quel milione e mezzo di bambini che sono scomparsi nella Shoah e quei tanti italiani fra loro cui prima di partire per quel viaggio dentro i vagoni piombati le Leggi Razziali hanno negato ogni dignit\u00e0, ogni normalit\u00e0.<\/p>\n<p>Proprio ieri una bambina al Quirinale ha chiesto a Liliana Segre la ragione per la quale non fosse piu\u2019 voluta tornare al campo di concentramento in cui era stata internata. Parole semplici e strazianti quelle della neo nominata Senatrice: \u201cCi sono certi cancelli e certi fili spinati che la mente e il cuore non possono superare, da cui non si puo\u2019 uscire ed entrare\u2026\u201d. Per questo \u00e8 fondamentale continuare ad ascoltare quelli fra loro che sono ancora fra noi, che hanno ancora la voce per raccontare ai bambini e agli adulti di oggi.<\/p>\n<p>Le istituzioni Italiane in Israele onorano anche quest\u2019anno il Giorno della Memoria, istituito nel nostro Paese nel 2002 con una legge che precede la sua designazione internazionale da parte dell\u2019Assemblea dell\u2019ONU nel 2005.<\/p>\n<p>E anche quest\u2019anno alla cerimonia di commemorazione presso la Tenda della Rimembranza \u00e8 associato un momento di riflessione comune che parte dalle pagine del libro di Liliana Picciotto Fargion e arriva attraverso di esso alle voci di chi si \u00e8 salvato, e ha potuto raccontare.<\/p>\n<p>Che il ricordo di chi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 sia in benedizione e aiuti tutti noi a costruire un mondo migliore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Come si coltiva la memoria? 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